Come dividere le spese in coppia: 3 metodi equi
Ci sono tre modi di dividere le spese in coppia: a metà, in proporzione allo stipendio, oppure per voci, con ognuno che si prende alcune spese fisse. A metà è il più semplice e funziona con stipendi simili; in proporzione è il più giusto quando uno dei due guadagna molto di più; per voci è comodo ma col tempo si sbilancia. Qui sotto i tre metodi con gli stessi numeri fatti per intero.

Redazione DuoWalletPubblicato il 26 ottobre 20264 minuti di lettura
Prima di scegliere: cosa si divide
Tutti e tre i metodi partono dalla stessa domanda: quali spese sono di coppia? Di solito affitto o mutuo, bollette, spesa, le cene fuori insieme, le vacanze. Restano fuori quelle di una persona sola: abbigliamento, palestra, hobby, i regali per l'altra persona.
Per l'esempio prendiamo una coppia con stipendi netti da 2.000 € e 1.500 € al mese, e 1.400 € di spese comuni: 800 € di affitto, 400 € di spesa, 200 € di bollette.
Metodo 1: a metà
Ognuno mette la metà delle spese comuni, 700 € a testa.
- A chi guadagna 2.000 € restano 1.300 €.
- A chi guadagna 1.500 € restano 800 €.
È il metodo più semplice da tenere: ogni spesa si divide per due e basta. Con stipendi vicini è anche il più giusto. Quando la differenza cresce, chi guadagna meno finisce per mettere nella casa una parte molto più grande di quello che ha: qui il 47% dello stipendio, contro il 35% dell'altra persona.
Metodo 2: in proporzione allo stipendio
Ognuno paga in base a quanto pesa il suo stipendio sul totale. I due stipendi fanno 3.500 €: 2.000 € sono il 57%, 1.500 € il 43%. Delle spese comuni, quindi, uno mette 800 € e l'altro 600 €.
- A chi guadagna 2.000 € restano 1.200 €.
- A chi guadagna 1.500 € restano 900 €.
Tutti e due mettono nella casa la stessa fetta del proprio stipendio, il 40%. È il metodo che molte coppie trovano più giusto quando gli stipendi sono lontani. Il prezzo è un conto in più da fare ogni volta, che il calcolatore per dividere le spese in proporzione fa in un minuto.
C'è anche una variante, per chi vuole che resti a tutti e due la stessa cifra: si sottraggono le spese dalla somma degli stipendi e si divide il resto. Qui 3.500 meno 1.400 fa 2.100 €, quindi 1.050 € a testa: uno versa 950 €, l'altro 450 €. È la divisione più spinta, e conviene parlarne bene prima di sceglierla.
Metodo 3: per voci
Ognuno si prende alcune spese fisse: uno paga l'affitto, 800 €, l'altro spesa e bollette, 600 €. Sono proprio le quote della proporzione, e per un po' funziona senza fare conti.
Il problema arriva coi mesi. A gennaio le bollette salgono da 200 € a 320 €, e chi le paga mette 720 € invece di 600 €. Ad agosto la spesa scende perché siete in vacanza, ma la vacanza chi la paga? Dopo qualche mese nessuno dei due sa più se la divisione è ancora giusta. Per questo, anche dividendo per voci, conviene segnare le spese e guardare il saldo ogni tanto.
Come tenere il conto, con qualsiasi metodo
Il metodo conta meno di quanto si pensi: quello che fa litigare è non sapere a che punto siete. Le strade sono tre:
- un conto cointestato dove ognuno versa la sua quota, da cui escono le spese di casa (prima leggete i pro e contro del conto cointestato);
- un foglio di calcolo, che funziona finché qualcuno lo aggiorna;
- un'app per dividere le spese di coppia, dove segnate le spese quando le pagate e il saldo si aggiorna da solo, con la divisione che avete scelto. Qui un confronto fra le app per dividere le spese.
Quale scegliere
- Stipendi simili, meno di un 20% di differenza: a metà.
- Stipendi lontani: in proporzione, o la variante se volete che vi resti la stessa cifra.
- Spese molto stabili e poca voglia di fare conti: per voci, controllando il saldo ogni qualche mese.
Il metodo si può cambiare: se uno dei due cambia lavoro o va in maternità o paternità, rifate i conti insieme. E se siete sposati, ricordate che il regime patrimoniale decide di chi sono i risparmi, non come dividete le spese: lo spieghiamo in comunione o separazione dei beni. Altre guide sono in Dividere le spese.
Domande frequenti
Qual è il modo più giusto di dividere le spese in coppia?
Non ce n'è uno solo. A metà va bene con stipendi simili; in proporzione allo stipendio quando la differenza è grande. Conta che lo abbiate deciso insieme e che sia chiaro a tutti e due.
Come si calcola la divisione in proporzione allo stipendio?
Si somma lo stipendio netto di tutti e due, si calcola quanto pesa quello di ciascuno sul totale e si applica quella percentuale alle spese comuni. Con 2.000 e 1.500 € la quota è il 57% e il 43%.
Le spese personali vanno nel conto comune?
No. Si dividono solo le spese di casa e quelle fatte insieme. Abbigliamento, hobby e regali restano di chi li fa, qualunque metodo usiate per il resto.
Ogni quanto conviene fare i conti?
Più spesso li fate, più piccolo è il numero. Una volta al mese è il minimo; con un'app che tiene il saldo aggiornato potete saldare quando volete.
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