Comunione o separazione dei beni: cosa cambia per i soldi di coppia
Con la comunione dei beni diventa di entrambi quasi tutto ciò che comprate dopo il matrimonio, anche se a pagarlo è uno solo; con la separazione dei beni ognuno resta proprietario di ciò che compra. Se al matrimonio non dite niente, siete in comunione: è il regime previsto dalla legge. In Italia però la maggior parte delle coppie sceglie la separazione, il 74,8% dei matrimoni del 2024 secondo l'ISTAT. Qui sotto cosa cambia in pratica, con esempi.

Redazione DuoWalletPubblicato il 23 ottobre 20264 minuti di lettura
Cosa diventa di entrambi con la comunione
L'articolo 177 del Codice civile mette in comunione gli acquisti fatti durante il matrimonio, da tutti e due insieme o da uno solo. Se dopo le nozze uno dei due compra un'auto col proprio stipendio e la intesta a sé, l'auto è comunque di entrambi a metà.
Per stipendi e risparmi la regola è diversa, ed è quella che si capisce meno. Lo stipendio di ciascuno, e gli interessi dei suoi beni personali, diventano comuni solo se non sono stati spesi quando la comunione finisce. Si chiama comunione «de residuo». In pratica: finché siete sposati, ognuno usa il proprio stipendio; se vi separate, quello che è rimasto sui conti si divide a metà.
Per le decisioni, le spese ordinarie le può fare ciascuno da solo, quelle straordinarie richiedono entrambi (articolo 180). Vendere la casa comprata insieme, ad esempio, richiede la firma di tutti e due.
Cosa resta personale
Anche in comunione restano di uno solo (articolo 179):
- i beni che aveva prima del matrimonio;
- le eredità e le donazioni ricevute, anche dopo;
- i beni di uso strettamente personale e quelli che servono alla sua professione;
- i risarcimenti per un danno subito;
- i beni comprati vendendo un bene personale, se l'atto di acquisto lo dice espressamente.
Un esempio. Una persona eredita 50.000 € e li usa per comprare un appartamento dopo il matrimonio. Se nel rogito si dichiara che il prezzo viene da quell'eredità, e l'altro coniuge lo conferma, la casa resta personale. Se non lo si scrive, la casa entra in comunione.
Come funziona la separazione dei beni
Con la separazione (articolo 215) ciascuno resta proprietario di quello che compra, e risponde da solo dei propri debiti. La casa comprata da uno è sua; quella comprata in due è di tutti e due, nelle quote scritte nell'atto. Si sceglie in due modi:
- al matrimonio, con una dichiarazione all'ufficiale di stato civile o al celebrante: è gratis e si fa in un minuto;
- dopo, in qualsiasi momento, con un atto davanti al notaio e due testimoni (articolo 162), che poi va annotato sull'atto di matrimonio. Qui si pagano il notaio e le imposte.
Per le unioni civili vale lo stesso: comunione salvo scelta diversa (legge 76 del 2016). Le coppie conviventi non hanno nessun regime: ognuno resta proprietario di ciò che compra, salvo un contratto di convivenza che scelga la comunione.
Un esempio con i numeri
Due stipendi da 2.000 € e 1.500 € al mese. Dopo dieci anni di matrimonio chi guadagna di più ha 40.000 € sul proprio conto, l'altra persona 10.000 €. Comprano casa con un mutuo, intestata a tutti e due.
- In comunione dei beni, se si separano, la casa è a metà e i risparmi rimasti si sommano e si dividono: 50.000 €, cioè 25.000 € a testa.
- In separazione, la casa è comunque a metà, perché è intestata a tutti e due. Ma i risparmi restano di chi li ha: 40.000 € e 10.000 €.
La differenza la fanno i soldi rimasti e gli acquisti fatti da uno solo, non quelli fatti in due.
Quale scegliere
- La comunione protegge chi guadagna meno, o chi lascia il lavoro per qualche anno per la famiglia: alla fine si divide a metà quello che è rimasto.
- La separazione conviene quando uno dei due ha un'attività in proprio, con debiti che non devono toccare l'altra persona, o quando i patrimoni di partenza sono molto diversi.
- Molte coppie scelgono la separazione e poi intestano la casa a tutti e due.
Il regime non cambia come gestite le spese di tutti i giorni. Per quelle conta come dividete: a metà o in proporzione allo stipendio, col calcolatore per dividere le spese o con un'app per dividere le spese di coppia (qui un confronto fra le app per dividere le spese). E se state pensando a un conto in comune, leggete prima i pro e contro del conto cointestato: i soldi lì sopra seguono regole proprie, a prescindere dal regime. Se oggi usate Splitwise per segnare le spese di casa, ci sono anche le alternative a Splitwise.
Altre guide su questi temi sono in Conti e soldi di coppia.
Questo articolo non è una consulenza legale. Per scegliere il regime o per un caso preciso, come una casa o un'eredità, conviene sentire un notaio o un avvocato.
Domande frequenti
Se non scegliamo niente al matrimonio, che regime abbiamo?
La comunione dei beni: è il regime legale dal 1975 (articolo 159 del Codice civile). Per avere la separazione bisogna dichiararlo, nell'atto di matrimonio o dopo davanti a un notaio.
In comunione dei beni lo stipendio è di tutti e due?
Non subito. Gli stipendi diventano comuni solo per la parte che non è stata spesa quando la comunione finisce, ad esempio con la separazione (articolo 177). Fino ad allora ciascuno usa il proprio.
Si può passare dalla comunione alla separazione dopo il matrimonio?
Sì, in qualsiasi momento, con un atto davanti al notaio e due testimoni, che va poi annotato sull'atto di matrimonio. Vale per il futuro: quello che era già in comunione si divide al momento del cambio.
Le coppie conviventi hanno la comunione dei beni?
No. Senza matrimonio o unione civile ognuno resta proprietario di quello che compra. I conviventi possono però scegliere la comunione con un contratto di convivenza, davanti a un notaio o un avvocato.
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